Capire quanto si guadagna entrando nell’Esercito come volontario è importante, ma la cifra in busta paga racconta solo una parte della scelta. Nel 2026 il riferimento principale è il VFI, Volontario in ferma iniziale, con uno stipendio lordo definito a livello nazionale, possibili indennità e una progressione verso il VFT e il servizio permanente.
La cifra da conoscere prima di presentare domanda
- 1.397,48 euro lordi al mese è la retribuzione base indicata per il VFI dal 1° gennaio 2026.
- Il VFI riceve normalmente lo stipendio su 12 mensilità, senza tredicesima.
- Il netto può aggirarsi intorno a 1.100-1.200 euro mensili, in base alle trattenute personali.
- Alcuni impieghi prevedono indennità aggiuntive, per esempio per le truppe alpine.
- Il VFT ha una struttura economica più favorevole e rappresenta il passaggio verso il servizio permanente.

Quanto guadagna un VFI dell’Esercito nel 2026
Per il volontario in ferma iniziale la retribuzione base è di 1.397,48 euro lordi al mese. L’importo è riferito al trattamento economico aggiornato dal 1° gennaio 2026 e viene corrisposto su 12 mensilità.
Il netto effettivo è più basso e dipende da contributi, imposte, detrazioni fiscali e situazione personale. Come ordine di grandezza, una busta paga ordinaria può collocarsi tra 1.100 e 1.200 euro netti, ma la cifra può cambiare da un militare all’altro. Per questo considero poco affidabili gli annunci che promettono un netto identico per tutti.
| Voce | Importo o regola |
|---|---|
| Stipendio base VFI | 1.397,48 euro lordi mensili |
| Mensilità | 12 all’anno |
| Stima del netto | Circa 1.100-1.200 euro al mese |
| Tredicesima | Non prevista per il VFI nella struttura base |
| Indennità particolari | Variabili in base a impiego, reparto e servizio |
Il dato lordo è quello più utile per confrontare i diversi percorsi, mentre il netto serve a capire il bilancio quotidiano. Nella fase di addestramento o quando si presta servizio in caserma, vitto e alloggio di servizio possono ridurre le spese personali, ma non devono essere confusi con una componente aggiuntiva dello stipendio.
Cosa comprende davvero la busta paga
La retribuzione non è sempre composta soltanto dalla paga base. In presenza di particolari incarichi, turni, attività operative o condizioni di impiego possono comparire indennità accessorie, compensi per servizi specifici e altre voci previste dalla normativa.
Un esempio riguarda gli impieghi nelle truppe alpine, per i quali può essere riconosciuto un assegno mensile di 50 euro lordi. Non è però una somma generalizzata: dipende dall’incarico effettivamente assegnato e dai requisiti previsti.
Le voci che possono modificare il netto
- Trattenute previdenziali e fiscali, che incidono sull’importo realmente accreditato.
- Indennità operative, legate al tipo di servizio o alla sede.
- Servizi particolari e turnazioni, che possono produrre compensi aggiuntivi secondo le regole applicabili.
- Detrazioni fiscali personali, che dipendono dal reddito complessivo e dalla situazione familiare.
Il mio consiglio è leggere la prima busta paga come un documento da capire, non come una semplice cifra finale. La differenza tra lordo e netto, insieme alle eventuali indennità, spiega perché due volontari con lo stesso grado possono ricevere importi leggermente diversi.
VFI, VFT e servizio permanente a confronto
Il VFI è il punto di ingresso, non necessariamente il traguardo. Dopo la ferma iniziale è possibile concorrere per il VFT, Volontario in ferma triennale, che offre una struttura retributiva più vicina a quella del personale stabile e una prospettiva professionale più definita.
| Percorso | Trattamento economico indicativo | Prospettiva |
|---|---|---|
| VFI | 1.397,48 euro lordi al mese su 12 mensilità | Ingresso e prima esperienza nelle Forze armate |
| VFT | 1.371,76 euro lordi mensili su 13 mensilità, più componente pensionabile prevista | Ferma triennale e accesso al percorso stabile |
| Servizio permanente | Retribuzione collegata al grado, all’anzianità e alle indennità | Carriera militare continuativa |
Il confronto può sembrare controintuitivo perché il valore mensile base del VFT non è molto più alto di quello del VFI. La differenza reale sta soprattutto nella tredicesima, nella componente pensionabile e nella continuità del rapporto, elementi che pesano sul reddito annuale e sulla sicurezza economica.
Secondo le informazioni dell’Esercito Italiano, il passaggio del VFT nei ruoli del servizio permanente avviene dopo la ferma triennale e la verifica del mantenimento dei requisiti. Non significa che ogni scelta sia automatica in qualsiasi situazione: bisogna rispettare le condizioni previste e mantenere l’idoneità richiesta.
Come funziona l’accesso e quando arriva lo stipendio
Per diventare VFI occorre partecipare a un concorso pubblico della Difesa, presentare la domanda online e superare gli accertamenti previsti. L’iter comprende in genere verifiche psico-fisiche, valutazioni attitudinali e prove di efficienza fisica.
- Consultare il bando pubblicato sul portale dei concorsi della Difesa o su InPA.
- Controllare età, titolo di studio, requisiti fisici e documentazione richiesta.
- Presentare la domanda entro la scadenza del blocco scelto.
- Partecipare alle convocazioni per accertamenti e prove.
- Attendere la graduatoria e l’incorporamento presso il RAV, il Reggimento Addestramento Volontari.
Nel bando 2026 il reclutamento è stato organizzato in tre blocchi di incorporamento, con date diverse per domanda, selezioni e ingresso. Le scadenze possono essere modificate o prorogate, quindi il testo del bando resta sempre il riferimento decisivo.
Lo stipendio decorre dall’incorporamento e dall’effettiva instaurazione del rapporto di servizio, non dal semplice invio della domanda. Questa distinzione è essenziale per chi sta pianificando le proprie entrate nei mesi tra la candidatura e la convocazione.
Quando conviene davvero dal punto di vista economico
Il compenso del VFI può essere interessante per chi cerca un primo impiego strutturato, soprattutto perché l’esperienza offre formazione, disciplina professionale e la possibilità di concorrere per i passaggi successivi. Il vantaggio economico aumenta quando le spese di vitto e alloggio sono coperte durante i periodi di permanenza in caserma.
Non lo considererei però un lavoro da scegliere soltanto per lo stipendio. Trasferimenti, disciplina gerarchica, orari irregolari e distanza dalla propria città possono incidere molto sulla qualità della vita e cancellare rapidamente il vantaggio di alcune spese ridotte.
Leggi anche: Quanto guadagna una segretaria? Stipendio netto e RAL
Gli errori più comuni
- Confondere lo stipendio lordo con il netto effettivo.
- Considerare certe indennità come garantite per ogni VFI.
- Dare per scontato il passaggio immediato al servizio permanente.
- Ignorare i costi di trasferimento, viaggio e permanenza fuori sede.
- Scegliere il percorso senza valutare anche le alternative professionali disponibili.
Prima di candidarmi a un percorso simile, metterei a confronto il reddito netto realistico con tre elementi concreti: spese mensili, possibilità di crescita e tolleranza personale alla vita militare. La progressione di carriera conta più della differenza di qualche decina di euro nella prima busta paga.
La prima busta paga va letta insieme al percorso di carriera
In sintesi, il volontario dell’Esercito parte nel 2026 da una retribuzione base di 1.397,48 euro lordi mensili su 12 mensilità, con un netto generalmente vicino a 1.100-1.200 euro e possibili variazioni dovute alle indennità. Il VFI può essere un buon ingresso nel settore, ma il vero salto economico e professionale arriva con il VFT e, soprattutto, con l’accesso ai ruoli permanenti.
Chi sta valutando questa strada dovrebbe controllare sempre il bando più recente, distinguere le voci fisse da quelle accessorie e ragionare sul reddito annuale, non soltanto sulla cifra mensile. È questo il modo più concreto per capire se la carriera militare risponde davvero ai propri obiettivi.