Il percorso giusto unisce pratica redazionale, riconoscimento e sostenibilità economica
- 11 scuole attive risultano autorizzate dall’Ordine dei Giornalisti.
- Il percorso riconosciuto dura generalmente almeno due anni, con frequenza obbligatoria.
- Per accedere serve di norma una laurea triennale e il superamento di una selezione.
- Il Master biennale IULM prevede una retta di 9.500 euro all’anno.
- La formazione comprende praticantato, laboratori e stage in redazione.

Che cosa si studia e cosa cambia per la professione
Un percorso serio non insegna soltanto a scrivere un articolo. Allena a selezionare le notizie, verificare i fatti, intervistare le fonti e rispettare la deontologia, cioè l’insieme delle regole che guidano il lavoro giornalistico.
La parte pratica occupa un ruolo centrale. Gli studenti lavorano spesso su testate interne, realizzano servizi, podcast, telegiornali, contenuti per il web e prodotti social. Nel Master Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano, per esempio, il biennio 2026-2028 comprende 600 ore di didattica, 1.400 ore di praticantato e 800 ore di stage.
Le competenze richieste oggi
La redazione contemporanea cerca profili capaci di muoversi tra più linguaggi. Oltre alla scrittura, servono basi di video editing, audio, CMS, social media, data journalism e fact-checking. Il giornalismo dei dati consiste nell’uso di numeri e banche dati per costruire e verificare una storia.
Anche l’intelligenza artificiale entra nei programmi, ma non sostituisce il lavoro giornalistico. Può aiutare nella trascrizione, nell’analisi di grandi quantità di documenti o nella ricerca di schemi ricorrenti. La responsabilità della verifica, della scelta editoriale e dell’accuratezza resta umana.Dal mio punto di vista, il valore maggiore di una scuola non è il semplice attestato. È la possibilità di produrre un portfolio concreto prima ancora di cercare il primo impiego.
Le 11 scuole riconosciute da considerare
L’Ordine nazionale dei Giornalisti pubblica l’elenco delle strutture autorizzate e convenzionate. L’elenco attivo comprende percorsi distribuiti in diverse città italiane, con differenze importanti per impostazione, costi, selezione e rete di redazioni.
| Scuola o istituzione | Città | Caratteristica da valutare |
|---|---|---|
| Università degli Studi di Bari | Bari | Master biennale di primo livello |
| Alma Mater Studiorum Università di Bologna | Bologna | Formazione universitaria e testata-laboratorio |
| Università Cattolica del Sacro Cuore | Milano | Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale |
| Università IULM | Milano | Percorso biennale con forte orientamento ai media |
| Università degli Studi di Milano, Walter Tobagi | Milano | Praticantato, laboratori e stage in redazione |
| Università Suor Orsola Benincasa | Napoli | Master biennale di primo livello |
| Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo | Perugia | Specializzazione nell’informazione radiotelevisiva |
| LUMSA | Roma | Master biennale con borse di studio disponibili |
| LUISS Guido Carli | Roma | Scuola superiore di giornalismo |
| Università di Torino | Torino | Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” |
| Istituto per la Formazione al Giornalismo | Urbino | Istituto specializzato nella formazione professionale |
La presenza nell’elenco è il primo controllo da fare se l’obiettivo è accedere all’esame di Stato attraverso un praticantato formativo. Non significa però che tutti i corsi siano uguali. Io confronterei soprattutto ore di laboratorio, testate gestite dagli studenti, stage effettivi e risultati occupazionali, non soltanto il nome dell’università.
Durata, costi e carico di lavoro reale
I percorsi riconosciuti dall’Ordine hanno una struttura impegnativa. Le scuole devono garantire una durata minima biennale, selezione pubblica, programmi di livello universitario e frequenza obbligatoria a tempo pieno. Non sono quindi corsi compatibili con un lavoro tradizionale a tempo pieno.
Quanto mettere in conto
Non esiste una retta nazionale unica. Il costo cambia molto in base all’ateneo e alle borse disponibili. Per il biennio 2026-2028, IULM indica una quota di 9.500 euro per ciascun anno, quindi 19.000 euro complessivi prima di eventuali agevolazioni, oltre alle spese di viaggio, alloggio e vita quotidiana.
La cifra da sola non basta per giudicare un’offerta. Un corso meno costoso può diventare oneroso se richiede di trasferirsi o se offre poche ore di pratica. Al contrario, una retta più alta può avere senso quando include attrezzature, tutoraggio, stage strutturati e accesso quotidiano a una redazione.
La LUMSA, per esempio, ha annunciato per il biennio 2026-2028 6 borse di studio totali e 12 borse parziali al 50%. Prima di rinunciare per motivi economici conviene quindi controllare il bando, le scadenze e i requisiti per le agevolazioni.
Il tempo richiesto
Il carico comprende lezioni, esercitazioni, riunioni di redazione, studio individuale e consegne con scadenze ravvicinate. In pratica, bisogna considerare la scuola come un lavoro formativo a tempo pieno. Chi entra aspettandosi soltanto lezioni teoriche rischia di trovarsi rapidamente in difficoltà.
Il ritorno dell’investimento non è automatico. Il diploma facilita l’accesso all’esame professionale e offre contatti utili, ma non garantisce un’assunzione. Il mercato resta competitivo e la differenza la fanno spesso portfolio, specializzazione, disponibilità alla mobilità e capacità di lavorare su più formati.
Ammissione e preparazione alla selezione
L’accesso avviene generalmente tramite concorso per titoli ed esami. Serve una laurea almeno triennale, anche se non necessariamente in giornalismo o comunicazione. Possono essere valutati il curriculum, la cultura generale, la conoscenza dell’attualità, la capacità di scrittura e il colloquio motivazionale.
Leggi anche: Studente universitario lavoratore - studio e lavoro sostenibili
Che cosa preparare davvero
- Leggere ogni giorno almeno due testate di orientamento diverso.
- Allenarsi a scrivere un breve articolo partendo da un comunicato o da una notizia.
- Ripassare istituzioni italiane ed europee, economia di base, storia contemporanea e cultura generale.
- Imparare a distinguere una fonte primaria da un commento o da un contenuto non verificato.
- Preparare un portfolio con articoli, interviste, podcast, video o progetti universitari.
- Motivare la scelta del giornalismo con esempi concreti, non con frasi generiche sulla passione.
La prova di scrittura mette spesso in evidenza un errore ricorrente: confondere il tono personale con l’opinione non verificata. Un buon candidato sa essere chiaro, preciso e comprensibile anche quando l’argomento è complesso. Io dedicherei particolare attenzione a titolo, attacco, gerarchia delle informazioni e controllo dei nomi.
Conviene inoltre leggere con cura il bando dell’anno di riferimento. Numero di posti, documenti, calendario, test e criteri di valutazione possono cambiare da un’edizione all’altra.
Scuola, laurea o praticantato in redazione
La scelta dipende dall’obiettivo professionale. Una laurea in comunicazione, lettere, scienze politiche o economia offre basi culturali solide e maggiore flessibilità, ma da sola non equivale a una formazione redazionale intensiva.
| Percorso | Quando conviene | Limite principale |
|---|---|---|
| Scuola riconosciuta | Se vuoi puntare al giornalismo professionale con un percorso strutturato | Costi, selezione e impegno a tempo pieno |
| Laurea triennale o magistrale | Se vuoi costruire una base ampia e mantenere più sbocchi | Meno pratica redazionale quotidiana |
| Master non riconosciuto | Se cerchi una specializzazione in digitale, sport, moda o comunicazione | Non sempre consente il praticantato valido per l’esame professionale |
| Praticantato presso una testata | Se trovi una redazione idonea e vuoi imparare direttamente sul campo | È difficile da ottenere e la qualità formativa dipende dalla redazione |
Il praticantato in una testata può essere un’alternativa alla scuola, ma va verificata l’idoneità della pubblicazione e la regolarità del percorso. Un’esperienza generica in un ufficio stampa o in un blog personale può essere utile per il curriculum, ma non produce automaticamente gli stessi effetti.
Per chi vuole lavorare nella comunicazione aziendale, nei social o nella produzione di contenuti, un master breve può essere sufficiente e più sostenibile. Per chi punta a cronaca, politica, giudiziaria o informazione radiotelevisiva, la formazione riconosciuta offre invece una struttura più coerente con il percorso professionale.
Le competenze che fanno la differenza nel lavoro
La scrittura resta il fondamento, ma raramente è l’unica competenza richiesta. Un giovane giornalista competitivo sa raccogliere informazioni, usare strumenti digitali e consegnare un prodotto pubblicabile in tempi stretti.
- Verifica delle fonti e controllo delle immagini.
- Scrittura per web con titoli chiari e struttura leggibile.
- Produzione di brevi video e podcast.
- Uso di CMS, fogli di calcolo e strumenti di analisi dati.
- Conoscenza dei social come canali editoriali, non soltanto promozionali.
- Capacità di usare l’IA con trasparenza e supervisione umana.
- Conoscenza dell’inglese, soprattutto per fonti, documenti e collaborazioni internazionali.
Una specializzazione può aiutare a distinguersi. Giornalismo economico, scientifico, ambientale, sportivo e data journalism offrono direzioni diverse, ma nessuna sostituisce le basi. Prima sceglierei un ambito che permette di costruire autorevolezza, poi aggiungerei strumenti e linguaggi.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è il networking. Docenti, tutor, compagni e redazioni partner possono aprire occasioni, ma il rapporto nasce dalla qualità del lavoro svolto. La rete aiuta chi ha già qualcosa da mostrare, non chi si limita a raccogliere contatti.
Il modo più solido per decidere il tuo investimento
Prima di candidarti, metti a confronto cinque elementi: riconoscimento del percorso, ore pratiche, costo totale, obbligo di frequenza e collegamenti con le redazioni. Se uno di questi dati non è chiaro nel bando, chiedi informazioni scritte alla segreteria.
La scelta migliore non è sempre la scuola più famosa. È quella che combina formazione verificabile, pratica quotidiana e un impegno economico sostenibile per la tua situazione. Un buon percorso può accelerare l’ingresso nel settore, ma il risultato dipenderà dalla continuità con cui continuerai a scrivere, verificare e imparare anche dopo il diploma.